Legge 488
La legge 488 è lo strumento attraverso cui il Ministero dell'Industria distribuisce alle aziende italiane la gran parte (circa il 50%) di quelli che comunemente vengono definiti "contributi a fondo perduto", erogati a fronte di investimenti; si tratta di una cifra che si approssima ai 3 miliardi di euro per anno, suddivisi in tre bandi:
- Industria servizi ed edilizia;
- Turismo;
- Commercio.
La "488" è stata pensata per favorire le aziende del settore produttivo (c.d. attività manifatturiere), di servizio, edili, turistiche e commerciali che vogliono attuare dei programmi di investimento, definiti organici e funzionali.
La legge, anche se non ha limiti minimi, è indirizzata a finanziare piani di spesa di importo medio (500 mila euro), disposti su più anni; infatti per ottenere il contributo occorre predisporre un piano d'impresa ("Business plan") che descriva dettagliatamente l'investimento, l'impresa ed il mercato in cui opera, ed effettuare degli atti (quali ad esempio aumenti di capitale ed altre delibere assembleari), che richiedono l'intervento di un notaio, oltre a fornire un deposito cauzionale (anche sotto forma di fideiussione) a garanzia dell'effettuazione dell'investimento.
La Legge 488 permette agli imprenditori di richiedere un finanziamento a fondo perduto per parte dei loro investimenti. Per "fondo perduto" si intende una somma di denaro che il Ministero dell'Industria mette a disposizione dell'imprenditore a titolo definitivo, senza, quindi, obbligo di restituzione.
Ad esempio: Supponiamo, semplificando, che un'azienda programmi un investimento di 900 mila euro, in una regione dove la Legge 488 prevede un contributo massimo pari al 50% della spesa, quindi 450 mila euro.
Il contributo sarà erogato all'azienda, direttamente nel proprio conto corrente, in due rate da 225 mila euro, se l'investimento si realizza in uno o due anni, oppure in tre rate da 150 mila euro, se il programma di spesa sarà completato entro un massimo di quattro anni.
La legge 488 opera con un meccanismo, detto "a bando". Ciò vuol dire che, con cadenza più o meno annuale, il Ministero dell'industria dichiara che è possibile presentare domanda di contributo, a partire da un determinato giorno e fino ad una data di chiusura termini.